Sospensione del credito alle famiglie

DI COSA SI TRATTA

La Legge di Stabilità 2015 ha previsto la possibilità, per alcuni soggetti, di chiedere alla propria Banca o Intermediario Finanziario la sospensione della quota capitale del proprio finanziamento. A seguito di tale previsione l’Associazione Banche Italiane e le principali Associazioni dei Consumatori hanno siglato un accordo, che contiene le disposizioni principali che regolano la procedura di sospensione, i soggetti che possono richiederla, le tempistiche e gli adempimenti necessari.

Le richieste possono essere inviate entro il 31 dicembre 2017.
La sospensione può essere chiesta una sola volta e per un periodo complessivo non superiore ai 12 mesi.

I consumatori persone fisiche titolari di contratti di prestito personale o leasing di durata superiore ai 24 mesi.

Casi di esclusione
  • Finanziamenti con ritardi di pagamento superiori ai 90 giorni;
  • Finanziamenti risolti per inadempimento o per i quali sia intervenuta la decadenza dal beneficio del termine;
  • Finanziamenti che hanno già usufruito di periodi di sospensione per un periodo complessivo di 12 mesi;
  • Finanziamenti che usufruiscono di agevolazioni pubbliche;
  • Finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o pensione;
  • Finanziamenti assistiti da una polizza assicurativa efficace durante l’ipotetico periodo di sospensione.

Si può chiedere la sospensione se si verifica uno dei seguenti eventi:

  • Cessazione del rapporto di lavoro subordinato (tranne che per i casi di licenziamento per giusta causa, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, dimissioni, risoluzione per limiti di età con diritto a trattamento pensionistico)
  • Cessazione del rapporto di lavoro di cui all’art. 409,III cpc (tranne che per i casi di risoluzione consensuale, recesso datoriale per giusta causa, recesso del lavoratore)
  • Sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni
  • Morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza

Se la richiesta viene accolta (in caso di diniego la ViViBanca comunicherà le motivazioni entro 20 giorni dalla ricezione della richiesta):

  • la quota capitale del finanziamento viene sospesa per una durata non superiore a 12 mesi;
  • la quota interessi continua invece ad essere rimborsata alle scadenze originarie ed è calcolata al tasso del contratto sul debito residuo [quota capitale complessiva erogata dalla ViViBanca al netto di quanto già rimborsato];
  • il cliente che usufruisce della sospensione può chiedere in qualunque momento il riavvio del piano di ammortamento. In questo caso non potrà più chiedere la sospensione;
  • la sospensione non determina l’applicazione di commissioni né interessi di mora (NB: si applicano interessi di mora se la quota interessi non viene rimborsata alle scadenze originarie);
  • al termine del periodo di sospensione il piano di ammortamento riprenderà regolarmente, con allungamento del piano in base ai mesi di sospensione usufruita.

E’ necessario compilare il modulo presente in calce “Richiesta di sospensione della quota capitale” ed inviarlo alla ViViBanca unitamente agli allegati richiesti, con una delle seguenti modalità:

  • Posta ordinaria: ViViBanca Spa - Via Giolitti, 15 - 10123 Torino
  • Via mail: serviziolegale@vivibanca.it;
  • Via PEC: vivibanca.legale@pec.it
  • Via FAX: 011 19 69 8091

  Accordo ABI - Consumatori

  Richiesta sospensione della quota capitale




ASSOCIATI CON


Associazione Bancaria Italiana

Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare

Associazione Italiana Leasing

Unione Finanziarie Italiane



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